Nel corso della nostra vita, sviluppiamo diverse opinioni in molti ambiti. Le nostre convinzioni si basano su fatti oggettivi, e poi finiscono di formarsi con un postulato, cioè una realtà data per certa. Può capitare, tuttavia, che si verifichi un cambiamento nella verità che si pensa sia sicura, e non alla base del nostro ragionamento. In quel caso, ciò che avviene dopo è detto Bias del conservatorismo.
Abbiamo difficoltà a modificare ciò che per noi è vero. Per questo tendiamo a conservare la nostra opinione già formata, così da non dover affrontare la sfida, grande o piccola che sia, di cambiare qualcosa in cui crediamo. Non è difficile, osservando il fenomeno in questa maniera, dire che esso è un effetto di uno dei meccanismi di difesa dell’Io.
Anna Freud, la figlia di Sigmund Freud, inserì nell’insieme di questi ultimi la cosiddetta negazione (o rinnegamento), per cui il soggetto, di fronte alla realtà, decide di essere in contrasto con essa. Essendo un meccanismo di difesa, è usato dalla parte razionale della nostra mente per non subire traumi. Tuttavia, oggi ciò che sappiamo è diverso, e non sono solo i traumi ad essere sostanzialmente negati, ma anche le cose frivole, o le convinzioni di poco conto della nostra giornata.
Durante una discussione, è utile sia difendere la propria idea sia metterla in dubbio. Esagerare in una di queste due applicazioni potrebbe farci cadere in errore. E ancora peggio, potremmo essere vittime del Bias di conservatorismo.